Il cambio di rotta sull'eliminazione dei cookie di terze parti in Google Chrome

UniConsent Team

4 min read
Add UniConsent as a preferred source on Google
Indice

Il piano di Google per eliminare i cookie di terze parti in Chrome ha preso un'altra svolta. Invece di un divieto totale, il colosso tecnologico punta ora sulla scelta degli utenti, lasciando che siano le persone a decidere se vogliono che i cookie traccino la loro attività online.

Eliminazione dei cookie di terze parti in Google ChromeEliminazione dei cookie di terze parti in Google Chrome

Cosa significa tutto questo per utenti, inserzionisti ed editori?

Google ha annunciato per la prima volta il piano di eliminare i cookie di terze parti nel 2020, puntando a una tempistica di due anni. Il motivo? Preoccupazioni per la privacy e una crescente pressione normativa. Tuttavia, con il passare degli anni, la tabella di marcia ha continuato a slittare:

  • 2021: Google ha prorogato la scadenza alla fine del 2023, citando la necessità di una transizione più graduale.
  • 2022: L'eliminazione è stata rinviata alla seconda metà del 2024 per consentire un maggiore adattamento del settore.
  • 2024 (gennaio): Chrome ha disattivato i cookie di terze parti per l'1% degli utenti per testarne l'impatto.
  • 2024 (luglio): Invece di eliminare completamente i cookie, Google ha proposto un nuovo piano incentrato sulla scelta degli utenti.

Ora, invece di uno stop definitivo, gli utenti avranno la possibilità di attivare o disattivare i cookie di terze parti durante la navigazione. Il piano è ancora in discussione con le autorità di regolamentazione e i principali attori del settore.

Perché questo ripensamento?

L'obiettivo originale di Google era migliorare la privacy e allinearsi a normative come il GDPR e il CCPA. Tuttavia, la reazione di inserzionisti, editori e settore ad-tech è stata durissima. Sostenevano che l'eliminazione dei cookie di terze parti avrebbe reso più difficile mostrare annunci pertinenti, danneggiando potenzialmente gli editori più piccoli e consolidando il potere all'interno dell'ecosistema di Google.

Anche le autorità di regolamentazione, in particolare la Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito, sono intervenute, chiedendosi se la mossa potesse conferire a Google un vantaggio sleale costringendo gli inserzionisti a dipendere dai suoi strumenti proprietari.

Di fronte alla resistenza del settore e al controllo delle autorità, Google ha fatto un passo indietro e ha introdotto questo nuovo approccio incentrato sull'utente come compromesso.

Cosa significa per inserzionisti ed editori

Nel breve termine i cookie di terze parti non scompariranno del tutto, ma il loro futuro è incerto. Inserzionisti ed editori devono prepararsi a uno scenario in cui:

  • Il consenso dell'utente è sovrano. Le aziende devono costruire fiducia e comunicare chiaramente perché la raccolta dei dati porta vantaggi agli utenti.
  • I dati di prima parte contano più che mai. Fare affidamento su relazioni dirette con gli utenti (tramite iscrizioni via email, abbonamenti e programmi fedeltà) è fondamentale.
  • La pubblicità rispettosa della privacy è la strada da seguire. Il targeting contestuale, la Privacy Sandbox di Google e soluzioni di tracciamento alternative avranno un ruolo sempre più importante.

Come preparare la tua azienda al futuro

Anche se per ora i cookie di terze parti restano, le aziende non dovrebbero farvi affidamento a tempo indeterminato. Ecco come giocare d'anticipo:

1. Rafforza le strategie sui dati di prima parte

Incoraggia gli utenti a condividere i dati direttamente offrendo incentivi come esperienze personalizzate, contenuti esclusivi o premi fedeltà.

2. Esplora alternative pubblicitarie rispettose della privacy

La pubblicità contestuale (che indirizza gli annunci in base al contenuto della pagina web anziché al comportamento dell'utente) sta tornando in auge. Anche la Privacy Sandbox di Google offre soluzioni come la Topics API per sostituire il tracciamento tradizionale.

Una Consent Management Platform (CMP) solida aiuta le aziende a gestire i requisiti normativi e le preferenze degli utenti. Piattaforme come UniConsent semplificano la conformità:

  • Gestendo il consenso degli utenti alla raccolta e al trattamento dei dati.
  • Integrandosi con il Transparency & Consent Framework (TCF) di IAB per allinearsi agli standard di settore.
  • Offrendo controlli granulari sul consenso, che consentono agli utenti di personalizzare le proprie impostazioni di privacy.

Informazioni su UniConsent

UniConsent, parte della User Experience Platform di Transfon orientata alla privacy, garantisce una conformità senza intoppi alle leggi sulla protezione dei dati. Al servizio di milioni di utenti ogni giorno, UniConsent aiuta le aziende a costruire fiducia nel rispetto della privacy degli utenti.

Vuoi saperne di più? Contattaci all'indirizzo hello@uniconsent.com.

Activate Google Consent Mode UniConsent to enhance the accuracy of your Google Analytics and Google Ads conversion data.

Set up Google Consent Mode →

Inizia a rendere il tuo sito web e la tua applicazione conformi a GDPR (UE), CPRA (USA), PIPEDA (Canada) ecc.

Registrati

Inizia a rendere il tuo sito web e la tua applicazione conformi a GDPR (UE), CPRA (USA), PIPEDA (Canada) ecc.

Registrati